Significato reale dei “fratelli di Gesù” nel Codice

Adelphós significa “fratello”, “nati dallo stesso grembo” e indica il mezzo, cioè il medium, la persona.

Il termine in codice indica chi partecipa allo stesso processo del progetto degenerativo, non chi condivide un “grembo” Simbolicamente è il mezzo in cui il Progetto patriarcale (seme) entra e si incarna nel matriarcale (Utero).usato anche per indicare i fratelli di Gesù,

Questo concetto di “fratello” è collegato anche alla catena semantica che va da philio alla presenza di Yahweh.

La catena semantica è: philio → amore fraterno → amico → buono → grazia → dono → presenza → essere → Yahweh, derivato dal verbo hayah (essere), inteso come presenza di Dio-Satana nella dimensione.

La parola Adelphós,  fratello nella Bibbia non descrive legami biologici reali, ma ha un ruolo simbolico nel codice del progetto. Essa collega il progetto matriarcale cioè  la Madre Dea che riceve il  progetto patriarcale, rappresentato dal seme (progetto) che entra nel mezzo (l’utero).

Rappresenta Maria, Miriam, la madre di Gesù, e si riscontra in molte altre culture. Indica la madre Dea,  o la materia. Infatti, il termine mater significa anche “materia”.

Il nome Miriam (Maria), comune alla madre di Gesù, a Maria Maddalena e alla sorella Maria, deriva da una radice ebraica che indica “acqua amara”.

L’acqua rappresenta la matrice della materia nella seconda materializzazione; il termine “amara” indica che la percezione di questa matrice è stata falsificata e in parte degenerata a causa del controllo della coscienza delle persone da parte di Dio-Satana.

All’inizio, nel 53° anno, con l’apertura del portale, il progetto viene trasmesso solo verbalmente: Dio–Satana è ancora “dietro” e non ha dominio sull’Io delle persone. Con la morte di Gesù, che simboleggia la morte coscienziale delle persone da lui acquisite, inizia la comunicazione mentale.

Questo segna l’avvio della falsificazione della percezione della materia, simboleggiata da Maria, la Madonna.

Il processo si completa quando Gesù affida la madre al discepolo che egli amava, figura che rappresenta Gesù stesso. In quel gesto si realizza simbolicamente l’unione tra coscienza e materia: “madre” (mater) significa anche materia.

La frase:

«Donna, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre»

indica il progetto che si concretizza nella materia, segnando il compimento della sequenza

Va ricordato che questa storia non è mai esistita, né tantomeno Gesù Cristo. Inoltre, la tesi degli apologisti della Chiesa cattolica che sostiene che fossero cugini è anch’essa falsa, poiché esistono termini specifici come anepsioí per indicare i cugini.

Secondo il principio di verità, nella creazione del testo di Dio-Satana, l’affermazione che Gesù “aveva fratelli” utilizza il significato simbolico di “utero” per indicare il passaggio al “progetto di ritorno”. La nascita verginale di Gesù, per opera dello Spirito Santo, non va intesa in senso fisico con la parola  Vergine, rappresenta la separazione tramite il numero 2,  e simboleggia il “progetto di andata” legato alla comunicazione verbale. Dopo il 182° anno, con l’acquisizione da parte di Dio-Satana della comunicazione mentale, questo concetto si trasforma nella comunicazione mentale stessa, intesa come concepimento per opera dello Spirito Santo.

Autore: Davide Morana