Ruach ombelico pietra e roccia

.Il collegamento tra Ruach, l’ombelico, la pietra e la roccia.
Ruach e Psiche: Il significato del soffio d’aria e della coscienza
Le parole Ruach (spirito) e Psiche (da Psi) hanno entrambe un valore numerico di 7, che rappresenta il concetto di cessazione e compimento. Entrambe hanno una pronuncia che richiama il soffio d’aria, un suono simbolicamente collegato all’ombelico. Il taglio del cordone ombelicale non è solo il passaggio del respiro dalla madre al figlio, ma rappresenta la reincarnazione dell’Io, cioè la coscienza dell’aldilà che entra nel corpo nell’aldiquà: è la nascita della persona.

Il concetto simbolico di Dio Satana che soffia nelle narici indica il cambio di coscienza (l’Io). Questo viene rappresentato come un alito di vita dalla parola chai, che significa vivente e bestia, e che diventa nefesh (bocca, parola, lingua), sistema di respirazione. Rappresenta la creazione della rete di coscienza e del sistema di controllo mentale, e il cambiamento della coscienza.

Linguaggio simbolico e cifrato nella tradizione.
Tutti questi concetti si intrecciano nelle varie lingue (aramaico, ebraico, greco, latino ecc. per esprimere il cambio di coscienza che Dio Satana opera nelle persone attraverso un linguaggio simbolico e cifrato. Questo cambio di coscienza, oltre a essere espresso dal termine Ruach (spirito, vento, aria), è collegato all’alito, a nefesh (la gola, l’organo del passaggio dell’aria), al concetto di soffio, anima e pneuma, e a psiche, sinonimo di Io, mente, pensiero e coscienza.

Intelligenza generativa e degenerativa
Questo è collegato alla parola “intelligenza”, cioè il centro della coscienza che Dio Satana ha acquisito: così l’umanità ha perso la sua intelligenza generativa, assumendo quella degenerativa.

La storia dell’umanità inizia dopo l’apertura del portale nel 53esimo anno e il passaggio avanti nel 182esimo anno cioè la pasqua, e avviene il cambio di coscienza che porta alla creazione della rete di coscienza e il sistema di controllo mentale. Questo evento segna l’inizio del concetto di Dio-Satana, delle credenze, delle culture, della scienza e delle tradizioni, influenzando il modo di pensare e di vivere. Da qui ha origine il culto in generale, che inizia simbolicamente con il culto delle pietre.


Il culto delle pietre e delle stele è collegato a elementi simbolici nella Bibbia come la pietra angolare, la pietra d’inciampo e la chiave di volta. Queste rappresentano il progetto (la pietra) di Dio Satana che deve incarnarsi nella roccia, cioè nella materia tramite la coscienza delle persone.

Simbolismo della pietra e della roccia
La pietra maschile rappresenta il seme, il progetto di Dio Satana. La pietra innalzata in verticale richiama un monte e simboleggia l’ascesa (Elyon). La roccia, simbolo della materia, ha una valenza femminile: è legata alla madre, alla madre-dea, alla materia. La roccia scavata, la caverna o la grotta (Gesù nasce in una grotta e vi muore) evocano l’utero, il ventre materno, il luogo della trasformazione. Il cuneo rappresenta Dio Satana, mentre la forma cava rappresenta la femmina, cioè l’umanità che trasmette la materia: Dio Satana attraverso questo processo trasforma la coscienza dell’uomo.

Il significato coscienziale della pietra e dell’ombelico del mondo. La nascita avviene con il taglio del cordone ombelicale: dall’invisibile (aldilà) la coscienza si incarna e diventa vivente. La pietra e l’ombelico del mondo rappresentano la coscienza della persona, Nella Bibbia questo concetto è espresso con il termine Ruach, che significa vento, aria, anima, indica il cambio di coscienza di Dio Satana.

Collegamenti storici e mitologici
Questo concetto appare nella storia con vari simboli: l’oracolo di Delfi e l’ombelico del mondo, dove la pietra conica rappresenta il seme, cioè il progetto di Dio Satana; il taglio del cordone ombelicale come incarnazione della coscienza; l’unione tra pietra e roccia come incontro tra Dio Satana e la materia, che porta al cambio di coscienza. Questo simbolismo è parallelo allo stato alterato di coscienza della Pizia, che in trance trasmetteva oracoli e visioni connettendosi alle divinità.

Significato della pietra nella Bibbia e nei simbolismi antichi. La pietra nella Bibbia è spesso associata a Dio Satana, alla coscienza e alla realizzazione del suo progetto. Pietra e roccia sono usate per rappresentare la spiritualità di Dio Satana e il cambiamento di coscienza.

Simbolismo della pietra e degli elementi sessuali
Questo concetto è indicato anche con simboli sessuali e di fertilità, come pilastri, archi, pali, obelischi, semi (progetto maschile), utero (progetto femminile), travi, arche, cerchi chiusi o aperti.

Il significato biblico della pietra. La Bibbia afferma che Dio Satana è la pietra, equivalente alla roccia. La costruzione di mucchi di pietre o di stele indica un progetto che si fonda sulla roccia e rappresenta la terra, cioè la mente e la coscienza. Questo è parte della sequenza del compimento della rete di coscienza.

Esempi nella Bibbia. Daniele 2 parla della piccola pietra di Dio Satana (il progetto) che distrugge la grande statua d’uomo. La roccia rappresenta i regni del mondo, cioè l’umanità, (la statua di Daniele che corrisponde all’immagine di Dio Satana, e collegata all’Apocalisse 13. La pietra avvia il compimento del progetto, portando al cambio di coscienza e alla falsificazione della realtà.

Gesù cambia il nome di Simone, che corrisponde al numero 9 (il ciclo 666), in Pietro, cioè “progetto”, che indica anche “roccia” il mezzo. Gesù è identificato con la pietra che realizza il regno di Dio-Satana: entrando nel sepolcro, la pietra diventa roccia scavata, simbolo di trasformazione.

La Torre di Babele rappresenta il cambio di coscienza indotto da Dio Satana: i mattoni sostituiscono le pietre-seme e il bitume indica l’espiazione.
Elia costruisce un mucchio con 12 pietre, simbolo della continuità del progetto di Dio Satana.
La grotta è ricorrente nella Bibbia e nei miti: Elia nella grotta scavata, la tomba di Abramo, la nascita di Gesù nella grotta, il sepolcro scavato nella roccia, la grotta di Lourdes, la roccia di Mosè da cui sgorga acqua.
Giacobbe usa una pietra come cuscino e sogna una scala che unisce terra e cielo: rappresenta l’unione tra il progetto di Dio Satana (cielo) e la terra (roccia). Gesù dice che vedranno il cielo aperto, simbolo di un portale spirituale.

Platone, nel Mito della Caverna, descrive la coscienza umana: gli uomini nella caverna sono il progetto iniziale, mentre l’uscita e la visione del sole rappresentano il compimento della trasformazione di dio satana.

Il concetto della roccia e della primogenitura è collegato a Pietro apostolo e rappresenta il progetto che diventa una roccia, come espresso nella frase «Su questa roccia edificherò la mia Chiesa». È anche legato al Pignone del Vaticano e alla ghiandola pineale, non perché abbiano poteri particolari, ma come simboli del progetto di apertura del portale e del passaggio avanti.

Il concetto è collegato anche al nome Pino (da pigna e pineale) e a Giuseppe, simbolicamente associato alla tomba di Abramo e dei Patriarchi, mai realmente esistita.I suoi spostamenti seguono un codice cifrato. Gesù, al momento della morte, viene posto in una tomba di proprietà di Giuseppe per creare un collegamento con la tomba dei Patriarchi.

Giuseppe rappresenta il cambio della primogenitura con Ruben: la primogenitura appartiene a Giuseppe e viene simbolicamente trasferita a Giuda, creando un legame tra il ritorno dalla deportazione di Giuda e Gesù di Nazaret, Re dei Giudei (Yahweh.

Il culto della Madre Dea (Asherah, Ishtar, Maria-Madonna) era parallelo alla parte maschile Pietra: El era il consorte di Ishtar e Yahweh era il consorte di Asherah. Questa unione rappresenta il matrimonio tra Gesù e la sposa, cioè l’umanità o la Chiesa, che simboleggia l’unione del figlio (progetto, primogenitura) con la madre (mater, materia) trasmessa dalla coscienza delle persone. Simbolicamente questo è espresso in Giovanni 19:26: «Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco tuo figlio».

Questo momento segna il compimento e il passaggio avanti (Pasqua): la creazione della rete di coscienza e del sistema di controllo mentale (trasmissione del sistema solare) e la falsificazione della realtà. Il termine altare-tomba, legato a More e Mamre, indica anche la manipolazione delle cellule.

Secondo il codice, altare e tomba rappresentano rispettivamente il progetto e il mezzo: l’altare è associato alla pietra, la tomba alla roccia. Nella Bibbia, l’altare è il luogo dei sacrifici e rappresenta la mensa di Cristo, simbolo di morte e resurrezione.

I termini philos, presente e Yahweh hanno subito una trasformazione semantica: la catena semantica cifrata parte da philo, che significava “buono” o “grazioso”. Grazia significa “dono” e quindi “presente”, concetto collegato a Yahweh, che deriva da hayah (“essere/esistere”) e indica che il portale è aperto e Dio-Satana è passato dalla preesistenza all’esistenza.

Attraverso questa catena semantica, philos — che in origine significava “amico” — nel linguaggio codificato corrisponde a un progetto in sospeso destinato a compiersi tramite la grazia, cioè il “rendere grazia”, collegato al ritorno (agape), che si compie con il banchetto della Santa Cena (agape), connesso all’eucaristia.

Altare e tomba rappresentano l’aldilà, da cui proviene la coscienza. Questa si manifesta tramite il talamo, e l’altare rappresenta il cambio di coscienza (morte). Il termine tomba si collega a Sheol, Ade e Inferi: non  morte fisica, ma cambio della coscienza. La grotta, collegata alla pietra e alla forma cava, richiama l’ombelico, origine della vita.

Le tombe dei patriarchi collegano Antico e Nuovo Testamento: rappresentano la sequenza della creazione della rete di coscienza (apertura del portale e passaggio avanti). Questo è legato al simbolo dei 6 milioni di persone: gli alleati di Dio-Satana e i nati per conto proprio. Dio-Satana ha cambiato il concetto della materia (non la materia stessa) tramite un cambio di coscienza, generando una realtà falsificata.

Il progetto parte da Anak, il gigante: «Fu data Kiriat-Arba, padre di Anak, cioè Ebron» (Giosuè 15:13). Anak significa progetto grande, Kiriat-Arba significa città dei quattro, cioè separazione iniziale, ed Ebron significa amico, cioè presente/esistente (Yahweh.

Da Abramo a Giacobbe fino a Giuseppe, la tomba rappresenta il progetto in sospeso che si compie con la Pasqua (passaggio avanti). La tomba passa simbolicamente da Kiriat-Arba (terra dei giganti) a Sichem, poi a Ebron (amico), collegandosi alla tomba di Macpelà (grotta delle tombe doppie). Queste rappresentano il numero 2, la separazione, cioè il progetto di andata e ritorno in sospeso. La tomba di Gesù diventa la nuova Macpelà: chiude il ciclo della separazione e apre quello della comunicazione mentale diretta (rete di coscienza).

Collegamenti principali: Kiriat Arba (4) indica Ebron, che significa “amico” (philos) e rappresenta il ciclo degli alleati i Nefilim giganti e dei nati per conto proprio, simbolicamente collocati nella tomba in sospeso, che tramite una catena semantica corrisponde a “presente” e a Yahweh. Questo concetto è indicato anche dalle querce di More e Mamre, che simboleggiano andata e ritorno e sono collegate alla manipolazione ormonale e cellulare della materia. Come la tomba, che simbolicamente cambia luogo ma in realtà rappresenta il ciclo del progetto, anche Efron, Efrata ed Efraim sono simboli del cambio di primogenitura; Betlemme di Efrata diventa Betlemme di Giuda; la tomba di Gesù rappresenta la chiusura del progetto in sospeso e l’apertura del compimento (Pasqua).

Altare e tomba sono collegati al baldacchino e al talamo (manifestatore della coscienza dall’aldilà).

Nelle basiliche di San Pietro e San Paolo, l’altare è posto sopra la tomba dell’apostolo. In Apocalisse 6:9 è scritto: «Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio-Satana e della testimonianza che gli avevano reso». Questo indica la presa della coscienza da parte di Dio-Satana e la conseguente falsificazione della realtà.

Altare e tomba secondo il codice rappresentano l’apertura del portale e il passaggio avanti, indicati dalla sequenza angolo-progetto che diventa mezzo, collegato al Samek. Questo mezzo diventa un progetto rappresentato dal palo con tre travi (aramaico) e dal cerchio (ebraico). Nel Nuovo Testamento i termini stauròs e xilon indicano rispettivamente il palo e la trave. La lettera Phe, con la sequenza dell’angolo, è simbolicamente parallela al Samek e si collega all’unione tra stauròs e xilon, formando la croce.

Questo connubio rappresenta l’altare come progetto con angolo piatto. L’altare, situato nell’abside, simboleggia l’arco, mentre la tomba rappresenta la roccia e il compimento dell’angolo giro, cioè la pietra rotonda dell’ingresso della tomba scavata nella roccia di Giuseppe.

Questo collega la tomba dell’Antico Testamento con quella dei patriarchi, rappresentando l’apertura del portale e il passaggio avanti in sospeso, che si trasforma nella tomba di Gesù nel Nuovo Testamento. Il concetto di tomba che diventa inferi è legato alla discesa di Gesù agli inferi, parallela alla storia di Giona, e simboleggia morte e resurrezione all’interno del codice del progetto. Il concetto di “Satana scaccia Satana” indica che se una persona non diventa “Satana” non può trasmettere il progetto ad altri.

 Nel Vecchio Testamento questo concetto è espresso con Elohim (idoli), mentre nel Nuovo con Satana. Secondo il codice, l’altare connesso con la tomba indica la pietra, legata alla roccia: rappresenta il progetto che diventa mezzo e il mezzo che diventa progetto, seguendo una sequenza ciclica legata all’aldilà.

Dopo il 53º anno questo concetto si trasforma nel numero 6, corrispondente alla lettera Samek, simbolo della materia, indicato con i sei milioni di alleati e i nati per conto proprio. Gesù è indicato come pietra angolare, testata d’angolo, chiave di volta e pietra d’inciampo: nel codice la pietra rappresenta un progetto connesso alla roccia, mezzo attraverso cui avviene il cambiamento.

La pietra angolare è associata al simbolo Phe, con una sequenza che va da angolo nullo ad angolo giro; la chiave di volta rappresenta la chiave di decifrazione della Bibbia e della storia umana, un cambiamento di conoscenza su tutto ciò che esiste.

Se la pietra viene scartata, cioè se si rifiuta il progetto degenerativo di Dio-Satana, si rimane generatori di vita; ma se non viene riconosciuta come codice e come falsificazione della realtà, e viene invece accettata come parte della tradizione religiosa e credo, Gesù diventa la pietra, cioè la morte, simbolo del progetto di cambiamento della coscienza. Chi non ne riconosce il significato si sfracella contro di essa,

Rifiutare la pietra, per Dio-Satana, significa che la persona deve morire: per questo, in modo allegorico, viene indicato come un passaggio attraverso la morte coscienziale.

Questa morte rappresenta la conversione, cioè la separazione dal Generatore di Vita e l’unione con Dio-Satana. Accettando la pietra avviene un cambiamento interiore, ossia il compimento del progetto. Non accettarla, invece, significa che — secondo la funzione di Dio-Satana — è necessario morire, come indicato in codice nei versetti che seguono.

 La pietra d’inciampo rappresenta il piede, cioè il progetto che diventa mezzo di trasformazione; chi ne subisce il peso viene stritolato, simbolo del progetto di andata. Nel Vangelo di Luca 20:18 Gesù dice: «Chiunque cadrà su questa pietra sarà sfracellato, e colui sul quale essa cadrà sarà stritolato».

Il termine ebraico rosh pinnah (testa d’angolo) deriva da pnê (faccia, testa) e si collega alla coscienza: la testa rappresenta la coscienza generativa, la faccia il passaggio avanti e l’immagine di Dio-Satana, cioè il progetto degenerativo e il cambio dell’Io.

Le querce di Abramo si trovano a Sichem, dove, secondo la Genesi, Abramo giunse e il Signore Dio-Satana gli apparve. Abramo sostò alla quercia di Moreh a Sichem e lì ricevette le promesse, in un luogo mai esistito storicamente. Sichem, tramite trasposizione semantica (da “sella”, “hippo”, “ippocampo”), indica simbolicamente il talamo ed è collegato alla tomba dei patriarchi.

 Abramo si pone sotto la quercia di More: More (valore 17 → 8) indica il 53º anno in cui erige un altare a Dio-Satana, collegando progetto e tomba. Mamre (valore 11 → 2, 182º anno) indica il ritorno. More deriva da mor (morte) e mar, collegato a Miriam (acqua, matrice della materia).

More indica anche divisione cellulare (morula), collegata a rovi e circoncisione. La quercia produce ghiande, collegate al glande e alla ghiandola che produce ormoni regolati dall’ipotalamo, connesso al talamo, manifestatore della coscienza: da qui nasce la falsificazione della realtà.

Lla divisione cellulare non è un processo naturale di crescita, ma una degenerazione che porta allo sviluppo di tumori, senza produrre una reale crescita biologica. Essa rappresenterebbe una delle idee introdotte da Dio-Satana, che manipolerebbe l’ipotalamo, l’ipofisi e il sistema ormonale, influenzando anche la sessualità. La scienza sarebbe stata creata per escludere la provenienza della coscienza, introducendo l’idea della separazione cellulare come una delle sue basi, contribuendo così alla falsificazione della realtà.

La parola atomo (indivisibile) simboleggia il cubo a sei lati e rappresenta un concetto che porta alla falsificazione della realtà e alla separazione dal Generatore di Vita, con la frammentazione dell’Io.

Autore Davide Morana