Dante Alighieri: Un’invenzione codificata e l’Astuzia di Dio-Satana

  • Natura della Figura: Dante non corrisponde a un individuo storico reale, ma a una costruzione codificata ideata per veicolare un messaggio preciso.
  • Origine dell’Opera: È un’invenzione della Chiesa Cattolica, ispirata da Dio-Satana attraverso i suoi alleati medium in stato alterato di coscienza.
  • creata per veicolare i concetti di peccato, giudizio e punizione attraverso un linguaggio simbolico e intellettuale.
  • L’Astuzia di Dio-Satana: L’essere umano ne ignora l’inganno supremo: far inventare concetti e figure facendoli apparire come ostili ai loro stessi creatori, allo scopo di confondere e ingannare la coscienza.
  • In questo modo la coscienza delle persone non arriva mai ad attivare la coscienza ricercatrice dei nostri livelli di coscienza, e quindi non giunge alla verità.
  • L’Applicazione Pratica: La Chiesa guidata da Dio-Satana, che ha inventato la maggior parte dei filosofi come Platone  e altri e lo stesso Dante, ha messo in atto questa astuzia creando una fittizia opposizione iniziale verso Dante,, per poi riabilitarlo e effettivamente come pilastro del pensiero cristiano.


L’opera Divina Commedia, attribuita a Dante, non è solo una costruzione letteraria, ma un programma mentale codificato. Ogni elemento rappresenta una parte del codice del progetto di Dio-Satana.

I nove cerchi dell’Inferno — il numero 9, 6, + 6, + 6, = 18, = 9, = 666 — sono il simbolo numerico del completamento della rete di coscienza. Ogni cerchio rappresenta un livello degenerativo di coscienza intrappolata. La selva oscura è il simbolo dell’inizio del ciclo discendente — la discesa della coscienza nella separazione dal Generatore di Vita.

Nimrod, menzionato tra i giganti Nephilim non per la statura ma per i poteri sovrumani, è una figura inventata, utile solo a rappresentare simbolicamente la divisione delle lingue a Babele e quindi la separazione mentale. Indica anche la verità nascosta sull’esistenza dei giganti, i Nephilim alleati di Dio-Satana.

Il mito linguistico — Dante come padre della lingua italiana:
Dante è celebrato come il padre della lingua italiana, ma le lingue antiche come il latino, l’aramaico e il greco non nacquero spontaneamente.

Furono codificate sotto l’ispirazione di Dio-Satana per creare veicoli verbali con cui trasmettere la falsificazione della percezione della realtà.

L’ebraico non era una lingua ebraica ma un’evoluzione fenicio-aramaica. Anche il volgare toscano e l’etrusco furono progettati per rappresentare una transizione storica codificata.

Autore: Davide Morana